una foresta di fine estate
la rete di luce e d’ombra è bucata
e ha liberato tutti i prigionieri
oh che aria che luce che libertà
si stampa su quel verde vibrante
qui invece il freddo ci trattiene tra le case
ben chiusi sotto la nostra coperta
in sicurezza senza spiragli
presto l’aria è soffocante
e la lingua muta
oh che luce che chiarore che gocce di vita
e liuti e arpe udibili appena
nel sonno nella tregua immaginata