Libri

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Esercizi di speranza

Anno: 2025
Editore: Castelvecchi
Pagine: 200
Cod: 9791256141777
> Scheda

Nello spazio che si apre tra un passato perduto e un futuro ancora incerto, Esercizi di speranza è il tentativo, insieme intimo e universale, di trovare un senso nel tempo sospeso dell’esistenza. La parola poetica – intima e lavorata, colta e concreta, eppure sempre riservata – dà voce a ciò che resiste: un dettaglio, un’immagine, un pensiero che torna. La poesia diventa gesto quotidiano, esercizio interiore, argine alla sconfitta. Ma è anche capace di disegnare confini che non si chiudono, di accorciare le lontananze, di accogliere i mutamenti minimi del mondo – un passaggio d’ombra, un variare di cielo, il respiro segreto delle piante. Verso dopo verso, la parola si fa spazio, si schiude – con “costanza vegetativa”, come una gemma sul ramo dopo il lungo inverno – e ci riporta alla vita.


La musa del coraggio

Anno: 2017
Editore: Mondadori
Pagine: 154
Cod: 9788804679011
> Scheda

Incessante testimonianza lirica di un quotidiano attrito con il reale, con il senso dell’esserci, con il presente, il nuovo libro di Gemma Bracco testimonia anche la continua attesa e la speranza di un’apertura di luce. E questa speranza è essenzialmente affidata alla musa, all’ispirazione della poesia, che in un tempo come il nostro non può che essere una musa del coraggio, quel coraggio che è necessario per continuare nella ricerca difficile ma necessaria del sé autentico, facendosi dunque «musa della verità», ma anche soggiacendo a momenti di precarietà o intermittenza che ne possono fare, almeno in apparenza, una musa avara, o sospesa, o una «musa dell’assenza». L’autrice le si affida, o in lei si rispecchia, in un percorso sempre aperto e antiretorico, nella persuasione che l’esistere acquista senso «se conosci il segreto delle piccole muse / delle piccole frasi che nell’esiguo spazio / costringono l’espansione di tutto il creato». L’inquietudine, dunque, non cancella l’immagine di quei «miliardi di cellule in crescita» che a ogni istante, nell’universo, «accettano dolori e rischi», perché comunque, giorno dopo giorno, «la mattina spacca il guscio». Gemma Bracco realizza in questo libro un continuum solo ingannevolmente interrotto dal ritmico trascorrere da un frammento al seguente, in una sorta di incisiva, sensibile e complessa meditazione lirica, vicinissima a manifestarsi nell’immagine di un vero e proprio organismo poematico.


Vivere alla giornata

Anno: 2013
Editore: Mondadori
Pagine: 224
Cod: 9788804631439
> Scheda

In questa nuova, coerente e solida nuova raccolta, Gemma Bracco registra la dolorosa, acuta consapevolezza dell’umano essere, in una costante oscillazione tra esteriorità e interiorità, ambiente e spirito. E lo fa cercando – con tenacia vitale, con non comune energia reattiva – di cogliere, nelle risorse anche in apparenza minime della quotidianità, nel passaggio delle stagioni e nei vari ritmi della natura, della stessa vita animale, possibili momenti di salvezza e profondità di senso. Un’inquietudine sottile percorre questi versi, nei rivoli di un continuo interrogarsi, nell’infinita tensione verso la gioiosa accettazione del momento, nel segno di una saggezza matura, ma di sapore felicemente semplice, decisamente antieroica, e in fondo proprio per questo più autentica e “normale”. Tra finzioni e sollievi, paura e rimpianto, ansia e solitudine su cui pure si spande la luce del presente, ma che rapido si opacizza o si contamina nel «marasma del passato», questa poesia sa offrire, con efficaci momenti di verticale asprezza lirica, uno sguardo intenso su una sensibilità immersa in un paesaggio mediterraneo, raffigurato in una serie cangiante di immagini. Gemma Bracco riflette anche sulla scrittura, rispecchia se stessa nella pagina, e lo fa con il carattere aperto a una continua ricerca del vero e con una pronuncia molto sobria e asciutta, capace di coinvolgere il lettore grazie alla sensibile forza comunicativa della sua parola.


L’orto di Capri

Anno: 2006
Editore: Mondadori
Pagine: 126
Cod: 9788804551546
> Scheda

Un dialogo con la natura e una vitale inquietudine, con tratti di malinconia e spunti di forte tensione reattiva, attraversano questo nuovo libro di Gemma Bracco, nel quale si conferma l’esattezza discreta del suo tocco, l’eleganza di una pronuncia chiara eppure sempre un po’ velata. In L’orto di Capri, la poesia esprime un senso di vuoto, di ansia e costrizione, nel monotono scorrere delle stagioni, in una sorta di diafana quotidinianità che ha i suoi ritmi e le sue mediocri sicurezze, il suo improvviso accendersi in un “desiderio di purezza” o i suoi frequenti passaggi di sconforto di fronte alla vacuità del mondo circostante o alla necessità di adeguarsi a “una vita nana e sordomuta”. Eppure i luoghi e la natura offrono la loro incantevole presenza, e questi luoghi sono soprattutto Roma, a cui è dedicata una sezione, e Capri, dove “tutto è limpido e minerale/tutto è vivo e remoto”, e che qui rappresenta una sorta di magico altrove assoluto, dove il tempo si consuma a volte lentissimo a volte rapido come un tuffo. Un vivo bisogno di armonia circola in questi versi, impeccabili nella grazia dello stile, inquieti nella controllata tensione che li domina, e che si comunica al lettore, negli intrecci e nei labirinti delle sue vibrazioni.


Notturni

Anno: 1997
Editore: Guanda
Pagine: 98
Cod: 9788882460198

La natura, la luce, la notte, il passare delle stagioni: la poesia di Gemma Bracco si muove dentro temi definiti e spesso contigui. E lo fa nel segno di una figuratività precisa, limpida, concisa. Sono temi che la lirica di tutti i tempi ha accostato con sensibilità diversa, con diverse ottiche culturali. L’autrice di questo libro sembra cercare assiduamente una possibilità di osservazione e di ascolto propria, un rapporto consapevole ma anche diretto, immediato, personale. Il libro è ordinato in quattro sezioni. Nella prima, che dà il titolo alla raccolta, c’è il lento approssimarsi di un mondo notturno che pare sottrarsi. Sono muti paesaggi che si dilatano progressivamente nel dileguarsi delle luci o nello scomparare della nebbia. Ma sono anche presenze enigmatiche, e tra queste la luna ora lontana e indifferente, velata dal suo pallore, ora limpida e luminosa come può accadere di vederla in città quando sembra così bassa e vicina. E di una città, Venezia, colta nella sua dimensione notturna, si può trovare la traccia, sempre più essenziale, anche nell’ultimo gruppo di liriche. Nelle due sezioni centrali, Nel parco primavera e Nel parco autunno, emerge assoluta la presenza della natura con le sue immagini, il suo ritmo profondo, la sua evidenza fisica e il suo potere metaforico.


Misure del tempo

Anno: 1993
Editore: Mondadori
Pagine: 103
Cod: 9788804369035

In questi versi, perlustrando assiduamente «la malinconia del mondo visibile», Gemma Bracco viene a compiere un’osservazione sensibile e puntuale nelle sfumature mutevoli dell’esistere. Partendo da una sostanza interiore attiva, compie una registrazione minuziosa, e a tratti come diaristica, di presenze e sottili vibrazioni nei luoghi di una sua personale geografia dell’esperienza, dalla città a paesaggi più aperti, nelle stagioni e nelle fasi del giorno, nella natura, nella memoria e nel divenire. Misure del tempo si propone come un canzoniere controllatissimo nel tono, eppure sempre attraversato dagli scarti, dagli screzi improvvisi di una particolare «ansia musicale». Bagliori e opacità del mondo vengono così ad essere assorbiti da un testo che rivela, nella coerenza e nella solidità della sua tripartizione, il valore di una sapienza poetica che si conquista paziente nel cuore delle cose, passo su passo, verso dopo verso. Che vorrebbe spingersi in direzione della luce ma che pure non teme la discesa nell’ombra. E che soprattutto si esprime nella dolcezza e nel garbo di una voce che perviene a esiti di felice limpidezza comunicativa, di cangiante intensità lirica.